sabato 26 aprile 2014

354. NACOSEJUORNO



Nacosejuorno
Castrone baio – 6 gennaio 2005
da Blu air gun e Netsuke
L’ipponimo corrisponde a un modo di dire napoletano, invero uno dei meno sfuggenti: è facile infatti tradurre “una cosa di giorno”, espressione pronunciata da chi voglia esortare alla celerità nell’eseguire un compito, pretendendo che sia finito primi che cali il buio: “te prego, fa’ ’na cos’‘’e juorno”.

venerdì 25 aprile 2014

353. TARGARYEN



Targaryen
Castrone baio – 19 marzo 2010
da Red clubs e Beenablaw
L’ipponimo rimanda alla saga fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Raymond Richard Martin, in cui il nome Targaryen è attribuito a una casata nobiliare del continente di Westeros. Il suo stemma è un drago tricefalo, in rosso su campo nero.

giovedì 24 aprile 2014

352. FIEROBECCO



Fierobecco
Castrone baio – 4 aprile 2009
da Colossus e Che lippa
La scelta ipponomastica attinge in questo caso al bestiario inventato da J. K. Rowling per la sua saga di Harry Potter: il fierobecco (nell’originale: buckbeak) è un ippogrifo, vale a dire una creatura alata con il corpo di un cavallo e le ali di un grifone, che si incontra per la prima volta nel volume Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban.

mercoledì 23 aprile 2014

351. SALVADANAIO



Salvadanaio
Maschio baio oscuro – 30 aprile 2010
da Red clubs e Naias
Qui l’etimo non tradisce: il salvadanaio è quel vasetto, un tempo solo di terracotta e avente sembianze di maialino, concesso ai fanciulli per potervi riporre le monete risparmiate, infilandole nella stretta fessura aperta sulla groppa. («Inutile spostare le dita più su o più giù o scuotere il bacino come se si dovesse sentire l’ultimo din! in fondo a un salvadanaio: quando non ce n'è più, non ce n'è più», Aldo Busi, Manuale del perfetto gentilomo).

martedì 22 aprile 2014

350. SIBISKOOT



Sibiskoot
Castrone baio – 20 aprile 2010
da Barathea guest e Gioiosa luna
La lettura dell’ipponimo fa risuonare la pronuncia del celeberrimo Seabiscuit (Amarcord, 2), il purosangue americano che furoreggiò negli anni Trenta del Novecento e la cui storia è raccontata in un paio di pellicole (la prima del 1949, con l’indimenticata Shirley Temple).

lunedì 21 aprile 2014

349. OCCHIO DELLA MENTE



Occhio della mente
Maschio baio – 19 marzo 2007
da Le vie dei colori e Croanda
La locuzione “occhio della mente” richiamata dall’ipponimo, già presente nella filosofia classica, sta a indicare una forma di autocoscienza che la mente umana innesca analizzando i processi cognitivi e percettivi in corso («Ma siccome l’occhio, quando attende alle varie differenze de’colori, non vede il lume pel quale vede l’altre cose; o se lo vede, non lo avverte punto; così l’occhio della mente nostra, atteso agli enti particolari e universali, non vede l’ente stesso fuori di ogni genere», Antonio Rosmini, Nuovo saggio sull’origine delle idee, traducendo un passo dell’Itinerarium mentis in Deum di san Bonaventura da Bagnoregio).